In una realtà postmoderna destrutturante e marcata dal caos, dove regnano l'individualismo, l'edonismo e il consumismo, si può ritenere che la biodiversità e la resilienza abbiano ancora uno spazio ?
Nei soggetti, sembrano normalizzarsi, infatti, strutture psicopatologiche perverse che producono comportamenti opposti rispetto alla resilienza, analizzabili in termini di « desilienza ». Questa coincide, da un lato, con l'impossibilità di ricostruirsi dopo un trauma e, dall'altro, con lo sviluppo di relazioni interpersonali perverse.
Il presente saggio è la prima opera che tenta di definire la « desilienza », proponendo piste di riflessione da mettere in campo per superare la disperazione. Si tratta, essenzialmente, di creare ponti di fraternità e legami sociali autentici, fautori di una possibile rinascita collettiva.
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